LE IMMAGINI DELLA CADUCITÀ.
Tomislav Vignjević
LE IMMAGINI DELLA CADUCITÀ. LA PITTURA DI NIKA ZUPANČIČ
Fin dall’inizio della sua attività artistica, la pittrice Nika Zupančič ha denotato capacità creative molto specifiche, giacché ben presto ha sviluppato uno stile pittorico veramente personale basato sulla visualizzazione e sulla poetica della caducità: del tempo, di parti della giornata, delle stagioni, della vita … Per visualizzare il percorrere del tempo, ha spesso usato la tecnica, molto cara al modernismo, delle immagini sequenziate, con le quali, nelle singole sequenze, propone i singoli gradi di trasformazione del tema. La sua pittura e la grafica sono in questo modo caratterizzate da una poetica della caducità che la pittrice ha saputo evidenziare molto efficientemente nelle serie e sequenze d’immagini nelle quali sono presentate, in maniera molto distinta o solo vagamente accennate, le variazioni su di un tema nel corso del tempo. Così, ha creato una serie di opere, fogli grafici o dipinti, nei quali registra la sua visione del tutto personale di uno dei temi chiave dell’arte, vale a dire la vanitas e i cambiamenti e le trasformazioni che, nello spazio visibile, portano con sé il passare del tempo e la caducità.
Il suo approccio è basato su indicazioni e suggestioni molto sottili e mai sulla presentazione visiva diretta di evidenti segni della caducità. Nei suoi quadri vediamo qualcosa come una narrazione visiva leggera, raccolta ma molto efficace, poiché, tra le altre cose, con metafore appena accennate, richiama le conseguenze reali del trascorrere del tempo. Le sequenze di questi processi sono tappe nei cicli di dipinti, la cui successione, piuttosto che un cammino verso il culmine rappresenta una sequenza d’immagini prive di una conclusione accentuata. I contenuti e i temi della sua pittura sono tratti perlopiù dalla natura o sono il ritratto di una testa, che nella serie di sequenze consecutive è sempre più sfuocata fino e scomparire gradualmente dal campo visivo dello spettatore. La pittura di Nika Zupančič è metaforica e quindi vincolata soprattutto alla registrazione poetica dei singoli percorsi della caducità e alla trasformazione della visualità che ne consegue. Tuttavia, questa esposizione dell’elemento della scomparsa e della caducità non è inserita in alcuna simbologia o visualizzazione di motivi noti e associati alla veramente ricca e svariata creatività legata al concetto di vanitas. E proprio come nelle innumerevoli nature morte o paesaggi del passato, i simboli della caducità e dell’illusorietà dell’esistenza erano appena accentuati, anche nelle opere di quest’artista è chiaramente riscontrabile il senso della trasformazione e della caducità di quello che mostrano le immagini dei paesaggi sulle sue tele. Nika Zupančič evidenzia in primo luogo l’aspetto di queste forme fragili che sembrano scomparire in un’atmosfera di introspezione e lieve malinconia, con la quale presenta la sua visione di questi paesaggi oscuri. Si tratta per la maggior parte d’immagini di piante, tronchi e chiome d’albero o foglie, che appena alludono a un significato simbolico. Un accenno appena alla fragilità del mondo, che decade inesorabilmente così come si trasformano le ombre all’imbrunire, che in una maniera unica, discreta ma palese visualizzano, tra gli altri temi, i motivi e le forme dei dipinti della Zupančič. Questi paesaggi o luoghi indefiniti, dove si combatte un certo tipo di battaglia tra la luce e le tenebre, tra il colore e il biancore, tra le ombre e la luce, sono come delle isole di solitudine e di meditazione sul mistero del mondo visibile annotate dal pennello del pittore mentre pone sottili passaggi di colore e tonalità per esprimere le proprio così sottili sensazioni di un mondo che sta scomparendo. In ogni caso la sua pittura è molto originale e soprattutto personale e deriva da un’attenta e ponderata analisi di ogni singolo soggetto in una data sequenza o immagine. Trova giustificazione nella lunga e approfondita ricerca pittorica degli aspetti tecnici e contenutistici che per Nika Zupančič, nonostante la loro antichità, rimangono veramente affascinanti e attuali anche ai giorni nostri.